E’ da oggi disponibile “Postribulo” raccolta di poesie di Domenico Maggipinto


Sulla genesi di “Postribulo”, si dilungherà l’autore nella prefazione. Io qui mi limito a dire che c’è più poesia nell’incresparsi d’un sorriso che nel leccato dolersi di tanti sedicenti poeti, gonfi d’orgoglio e di parole: “Certe parole contengono troppa aria. Andrebbero prima ruttate.” Poche righe, dunque, embrioni lirici che contano e raccontano piccole storie nell’attimo stesso in cui il pensiero si fa carne. Scompensi telegrafici di versi, diversamente poetici, che più che cercare un senso si abbandonano al dissenso: “Non c’è parola che possa spiegare niente. È tutto uno stupido gioco sacro”.
Ovvero, scompensi di versi che, invece di limitarsi ad inventarne uno, si abbandonano ai sensi assaggiando “il sapore crudo di un istante infinito”, urlando “colori impronunciabili”, fumando “pacchetti interi di discussioni”, “graffiandosi sul grigio” dell’asfalto, “profumando di pesca” e scorgendo “una macchia sulla punta della scarpa destra”.
Ed ecco allora che le parole, seppur riflesse e incerte, in certe occasioni assumono la forza lapidaria di aforismi, mentre in altre ti prendono per (contro)mano, puntando frontalmente sul “beccheggio” che ci viene incontro: l’impatto accartoccia le lamiere della pagina finché riecheggiano soltanto suoni sconosciuti e lontani. Suoni di lemmi così pregni di linguaggio che anche se non han voglia di insegnare, sarebbero perfettamente in grado dare *ripetizioni* all’infinito…
Mi piace pensare che ci sia tutta l’umana finitezza rannicchiata nel breve spazio compreso tra due punti (che sia compreso il senso o meno, non importa) e che se “nulla può più finire dopo un punto” è proprio perché – ovviamente – è già finito prima. Al bando, dunque, sia la “cortigianeria” che la “lungimiranza”, ben venga il giusto mezzo e la misura del conto che si fa strumento. In tale prospettiva, Domenico Maggipinto potrebbe ben incarnare l’Archaeopteryx, prezioso punto di flesso tra la poesia e la prosa, capace di combinare in modo originale la forza evocativa dei dinosauri e il volo leggero degli uccelli.

Se ti piace l’idea di leggerlo, puoi trovarlo in Biblioteca

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