E’ da oggi disponibile “Lia di Porta Portese” romanzo di Enzo Maria Lombardo




Dopo l’estemporaneo tris di opere “post-vonneguttiane” (“Guerra agli umani”, “Operazione 44” e “Il calore sbagliato”), romanzi che almeno in parte strizzano l’occhio agli stilemi della letteratura americana, sull’onda del calore e dell’umanità che caratterizzano l’ultimo romanzo del terzetto, Copylefteratura torna alla prosa “nostrana”, offrendo ai lettori una verace “Lia” Amalia Sansone di Porta Portese. Ordunque, bando alle ciance: il romanzo in questione possiede l’impianto narrativo del grande classico della letteratura *italiana*, tanto che m’ha richiamato alla mente una serie di “pezzi da novanta” quali il PPPasolini di “Ragazzi di vita”, il Pratolini di “Cronache di poveri amanti”, ma anche il Marotta de “L’oro di Napoli”. Corposo-tridimensionale lo spessore psicologico dei personaggi che “bucano” letteralmente il foglio come le molle del materasso di Ernestina e zì Felì, per farsi familiari e fraternizzare empaticamente col lettore. Se ne percepisce nitido il calore umano viscerale, quasi che le “legnate” dispensate da una vita che non si *stufa* mai di rimescolare le carte ed infierire, ardano con sempre più vigore, pagina dopo pagina, anche perché la carta attizza il fuoco e brucia bene… Vieppiù, alla faccia del fatto che a rigor di logica “i fogli son di carta, non di carne”, non è proprio la parola, id est il verbo, a volte, a farsi carne? Intendo, proprio il fatto che Lia di Porta Portese sia una “storia viva”, ovvero una grande donna “senza importanza”, la rende “roba bona” quanto le chiacchiere che ci tengono in vita giorno dopo giorno, mentre ci feriamo di affetti e avvoltoliamo in carta oleata i mali del mondo e la natura. Ne scaturisce una strana alchimia per cui le parole non sono più “a malapena un’ombra dei pensieri”, ma la carne stessa, il corpo dell’essere umano. Il tutto sostenuto da tempi narrativi frizzanti, con dialoghi fertili di espressioni dialettali e pochi fronzoli/impaludamenti in digressioni descrittive (cosa più unica che rara nelle prose narrate in prima persona).
Ecco. Possiamo quindi dire che Lia di Porta Portese è un romanzo di iniziazione alla vita, che spazia dall’adolescenza alla piena maturità col suo fragile e prezioso fardello d’umane miserie. In questo senso, assai meglio de “Il Giovane Holden” di J.D.Salinger, tanto per fare un esempio, riesce a colmare il vuoto dei sentimenti e delle azioni della società contemporanea, sviluppando una condivisione “in copyleft”, autentica e profonda, con l’umanità degli esseri umani. In fondo, se è vero com’è vero che esistono “Tanti modi di amare”, spesso ci inventiamo “tanti nomi per una cosa sola.”


Se ti piace l’idea di leggerlo, puoi trovarlo in Biblioteca

One Response to E’ disponibile “Lia di Porta Portese”, romanzo di Enzo Maria Lombardo

  1. RonaInnolvE scrive:

    Davvero bello :)

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