E’ da oggi disponibile “Linda acconciature” raccolta di poesie di Amilga Quasino



Tutto ciò che è comunicazione verbale (fisica o mentale) è soggetto al travisamento delle parole che lo compongono. Ecco perché Amilga Quasino piega le parole al linguaggio del corpo. Pertanto, sulla pagina prende corpo una poesia viva, organica, che piscia, si slabbra, ferisce e fiorisce, scavalca le aiuole divaricando il passo e non sbrodola cuore e amore. Tutto ciò che è parola (fisica o mentale) è causa di sofferenza non appena si comprende l’estrema facilità con cui le parole scompaiono voltando pagina. Ma quelle di Amilga no. O almeno, quasi no. Amilga incarna poesie che debordano l’orlo del mondo e l’orizzonte del foglio per persistere nell’eco del linguaggio e dei sensi. I versi abbracciano e trattengono “gestualità dettate dal caso” e non potrebbe essere altrimenti visto che il ballo tribale (“ballando non Temo”) è una delle forme di comunicazione più antica e che l’universo stesso, forse, è un “insulso perfezionista del caso”.
Così la pagina inciampa “la corsa delle pupille”, s’ingoia di fame di vita e muggisce “un lembo di affanno / fra il naso e la gola”. Nel contempo il bisogno di saziare la busta (“una busta grande”) prova a smascherare il vuoto e il bianco della pagina s’anima di sensi doppi, sensuali, sensitivi, comuni, insensati, di colpa, unici nel loro genere (femminile). Un bisogno fisico di comunicare che contagia pure le cose tanto da farle scrivere “vorrei che tu ascoltassi / il respiro della mia casa / quando non ci sono. / i muri si inarcherebbero / per venirti a raccontare / dei solitari giorni / -muri traditori-”. C’è un dinamismo vitale in queste poesie che fa sì che né il senso, né il sesso, né i sensi, né le cose siano mai mummificate, neppure in Egizia e in Cleopatra. Come se Amilga scuotesse la pagina, prendesse per il bavero la poesia e gridasse “evitatemi la cortesia”, per poi farne ruvidamente un aeroplanino di carta aggiungendo “stasera la luna ci mostra il sedere / irridente”. Vieppiù, quasi a chiudere il cerchio, siccome spesso l’elaborazione d’un significato è macchinosa e frigida (“tarda a venire”), con la naturalezza estrema delle prestidigitazioni biologiche, la rosa “s’incornicia di capezzoli”, abbandona la posa e vanifica ogni ipotesi di organicità vulvare dell’analisi testuale (“quest’atto d’istinto / scomponilo” in vaghe movenze). Insomma, non ci può essere pace (dei sensi) per nessuno, sia esso poeta, lettore o critico letterario, in un mondo in cui “le serpi sbisciano” e “un’eclissi di sole / oscura i topless più arditi” tra “acrobati e violette”.
Così arrivo alla fine di questa presentazione stringendo un pugno di mosche: forse “ho troppo presunto / e dio mi punisce”. Ma davvero ci sono artiste cui la poesia concede ospitalità di sbieco, perché ne ha paura…


Se ti piace l’idea di leggerlo, puoi trovarlo in Biblioteca

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One Response to E’ disponibile “Linda acconciature” di Amilga Quasino

  1. amilga scrive:

    so kind of you!
    amilga

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