E’ disponibile “Co e Gi”, romanzo di Enrica Aragona e Daria Ungari


Un romanzo in larga parte epistolare mancava proprio nella biblioteca di Copylefteratura. Ero partito con un po’ di perplessità, dovuta al fatto che non amo particolarmente tale genere, solitamente utilizzato come escamotage narrativo per rendere appetibili storie d’amore più o meno tormentato e a lieto fine, e invece…
Il romanzo prende le mosse dal carteggio tra “Co e Gi”, ritrovato dal protagonista, Carlo Mullitanio, dopo la morte della madre. Sembrerebbe, a prima vista, uno scambio epistolare tra i suoi genitori, ma forse non lo è. Ed ecco che, con sapiente scelta dei tempi, del detto e, soprattutto, del non detto, le autrici confezionano una trama avvincente e il romanzo si legge volentieri dall’inizio alla fine. Di slancio, l’opera finisce per trascendere i canoni classici del genere, sconfinando nel giallo, nel romanzo storico, nonché nel saggio filosofico, il tutto senza smarrire l’umanità dei personaggi e una sostanziale credibilità di fondo. Per intenderci, se vi ha colto l’insana voglia di leggere “Acqua in bocca”, recente operazione commercialetteraria (guarda un po’ anch’essa a quattro mani) di Camilleri e Lucarelli, lasciate stare e andatevi a scaricare “Co e Gi” di Enrica Aragona e Daria Ungari: non solo vi divertirete di più, ma alla fine almeno, vi resterà qualcosa. Tipo lo smarrimento di Carlo Mullitanio che prende per mano il lettore, portandolo a condividere un percorso di riscoperta del senso delle cose, nonché dello scarto tra ciò che siamo e ciò che crediamo di essere. C’è tanto di avvincente e di catartico nel perdersi e nel ritrovarsi del protagonista riguardo ai suoi rapporti con il padre defunto, con la madre e con la propria visione del mondo, che qualsiasi perplessità passa in secondo piano. Se Philip Dick declinava senza risolverla l’antitesi tra sogno e realtà, Enrica Aragona e Daria Ungari si sono qui cimentate con l’insanabile contrapposizione tra universo soggettivo e realtà, dimostrando quanto le nostre errate percezioni di ciò che accade attorno a noi (in termini sia di eventi che di rapporti umani) possano “suggestionarci la vita”. Al di là, dunque, di più o meno retorici insegnamenti buddisti, non è tanto il fatto che Mullitanio sia l’anagramma di “illuminato” o che Varnina incarni il “nirvana” a lasciare il lettore soddisfatto, quanto l’apertura alla comprensione che, a dispetto delle sovra-semplificazioni romanzate messe in atto dal nostro cervello, gli esseri umani non sono né buoni né cattivi, ma tortuosamente umani. E se è vero che “chi ha tempo non aspetti tempo”, d’altro canto solo “col tempo e con la paglia maturano le nespole”. Speriamo dunque, come Carlo Mullitanio, di saperci fermare a riflettere anche quando è più comodo tirare avanti adeguandosi ai ritmi frenetici di un’esistenza tweettante e fast-foodereccia. Ebbenesì: è probabile che il tempo sia la quarta dimensione del pensiero. Il fatto, poi, che da un punto di vista squisitamente fisico, il tempo non esista, non può che aggiungere complessità e fascino al tutto.

Se ti piace l’idea di leggerlo, puoi trovarlo in Biblioteca

One Response to “Co e Gi” di Enrica Aragona e Daria Ungari

  1. Enrica scrive:

    Beh, che dire… per quanto possa sembrare strano, una che ha come sogno nel cassetto quello di diventare scrittrice non sa cosa dire di fronte a una recensione come questa. E non perché sia sostanzialmente positiva, ma perché questa è la prima volta che qualcuno sa leggere oltre, e interpreta gli anagrammi oltre che il senso del libro.
    Una sola parola, quella più facile ma anche la più sentita: GRAZIE.

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