E’ disponibile “Narrazioni criptate a Cavo”, raccolta di racconti di Carlo Ciglie Mancusicover

Una nuova raccolta di racconti, “Narrazioni criptate a Cavo” di Carlo Ciglie Mancusi, arricchisce la biblioteca di Copylefteratura. L’opera non mancherà di coinvolgere il lettore, offrendo una prosa avvolgente e ricorsiva, specchio di una realtà dove l’unità si è spezzata, dove il rapporto dell’uomo con il mondo è diventato instabile e insidioso. Echi dostoevskijani aleggiano tra le righe, mentre ciò che viene dato per consolidato ‒ interpretazioni del mondo sensibile, della società, della morale, del diverso ‒ svela pian piano la sua fallace natura di costruzione arbitraria e soggettiva. Pagina dopo pagina, la prosa di Carlo Mancusi, scava nelle implicazioni psicologiche e filosofiche dell’essere umano senza smarrirsi in sofisticazioni letterarie, mettendo a nudo quel labirinto tortuoso che è la natura delle cose vista dall’occhio della parola, ovvero dall’unico “strumento assoluto” di ricreazione della realtà. Ecco, “ricreazione” è un termine ricco di significati, un *termine* che si fa *inizio* e che a me ricorda subito la pausa a metà mattina alle elementari, quando facevamo merenda correndo per dare libero sfogo all’energia bambina costretta per ore dietro a un banchetto. Parallelamente, la stessa sincerità ho colto nei racconti di “Narrazioni criptate a Cavo”, dove la voce dei personaggi e dell’autore riesce nel mandato più unico che raro di non far suonare l’arte artefatta. L’irrazionalità senza scopo né ordine, tipica di questa parte di universo, viene così smontata pezzo a pezzo, come un giocattolo nelle mani di un bambino curioso. Una schiettezza nuda, dunque, che agisce obbedendo a bisogni che non coincidono, se non per mera casualità, con i desideri e la felicità dell’uomo. Impronte lungo un percorso tutt’altro che rassicurante, ma proprio per questo ricco di “insegnamenti” nel senso più umano ed esperienziale della parola, capace di arricchire attraverso molteplici esperienze, prima tra tutte quella della diversità. Sia chiaro, però: Carlo Mancusi non pretende di fornire soluzioni vere, se non nel senso più chimico del termine (ovvero di miscela omogenea in cui una o più sostanze si mescolano fino a diventare indistinguibili anche con il microscopio), ma falsificazioni vere, ovvero distorsioni dell’universo mediante soggettive universali. I ragionamenti ampi e duttili che seguono la lettura di questi racconti esprimono soprattutto la presa di coscienza delle “possibilità”. In modo semplice ma complesso, potrei dunque concludere che l’esigenza della scrittura e della comunicazione secondo l’autore non risiede tanto nella ricerca di una realtà attraverso la realtà stessa, ma nell’intravederne la possibilità. Un’esigenza che viene comunicata in modo forte e fatta propria dal lettore. Vale qui la pena di ricordare che una cosa ne esige un’altra, quando, se la prima è, anche la seconda sarà, senza che la prima la costringa a esistere: ciò che l’esigenza esige è, infatti, non la realtà, ma la possibilità di qualcosa. In tal senso, la “possibilità” oggetto di un’esigenza finisce per essere più concreta di qualsiasi realtà oggettiva.


Se ti piace l’idea di leggerlo, puoi trovarlo in Biblioteca

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One Response to E’ disponibile “Narrazioni criptate a Cavo”, di Carlo Ciglie Mancusi

  1. Dopo una recensione così sentita, non si può non leggere il libro. Giovanna

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